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Don Tonino e la Pace

5 Aprile 2011
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Le nostre riflessioni, guidate sapientemente dal prof.
Augeri e dal preside  Sacquegna, sono partite da un’analisi attenta di alcuni educatori che hanno portato un contributo notevole nella direzione di un’autentica educazione alla pac e, come M. Montessori – A. Capitini – L. Milani,  e hanno evidenziato come non possa esistere separazione tra momento educativo scolastico e realtà sociale, e soprattutto come l’educazione alla pace investa l’intero processo educativo nei metodi e nei contenuti.

Un apporto fondamentale in questo nostro studio è dato dagli scritti di don Tonino  Bello, un grande profeta della pace.

Il nostro progetto si articolerà seguendo questo schema:

–       Nucleo centrale emittente: testi sacri /don Tonino

–       Enucleazione discorsiva derivata e approfondimento commentativo

–       Nucleo testuale partecipato: il Corano/la poesia mistica islamica

–       Enucleazione discorsiva derivata e approfondimento

–       Somiglianza e arricchimento del discorso interculturale sulla pace

–       Incontro tra cristianesimo e islam, sulla religiosità della pace e sulla pace come religione dell’uomo.

Siamo partiti riflettendo sui testi di don Tonino, e abbiamo tracciato alcune linee che ci permetteranno di sviluppare un progetto che abbia una valenza sul piano educativo e soprattutto  sia utile ai docenti impegnati ad affrontare il tema della pace con gli alunni.

Sulla base, allora, di questo tema così importante abbiamo tracciato quattro icone che  hanno la città di Gerusalemme, simbolo della pace, come perno fondamentale:

«Glorifica il Signore, Gerusalemme; loda, Sion, il tuo Dio […] egli ha messo la pace nei tuoi confini, e ti sazia con fior di frumento» (Salmo 147,12-14):

1)Salire a Gerusalemme (linea ermeneutica della pace);

2)Sostare a Gerusalemme (linea dossologica della pace);

3)Scendere da Gerusalemme (linea politica della pace);

1) Per don Tonino, l’icona degli Ebrei che salgono verso Gerusalemme, città della pace, deve essere paradigmatica per noi cristiani che faticosamente sal­iamo le alture alla ricerca della pace.

Come gli ebrei, che faticosamente salgono le alture alla ricerca di Dio, occorre lasciare le proprie comodità, le proprie certezze alla ricerca di se stessi, per ritrovare quella gioia e quella pace che porta ad essere testimoni di Cristo Risorto. Sul piano educativo cosa ci impedisce ad affrontare i problemi di ogni giorno e soprattutto i rapporti con gli altri?

2) L’immagine di Gesù che rimane a Gerusalemme e che, nel tempio, ascolta, interroga e si occupa delle cose del Padre suo, è l’icona del credente che si impegna, nel suo piccolo, a diffondere la pace e che, nel silenzio,  ritrova uno stile credibile di testimo­nianza e di coerenza cristiana, per essere operatore di pace e di carità.

Sul piano educativo occorre far comprendere ai ragazzi l’importanza dell’ascolto empatico, attivo, volto a capire quello che sta accadendo nella storia.

3) L’icona del Samaritano in viaggio sulla Gerusalemme-­Gerico (Lc 10, 29-37) è, secondo don Tonino,  l’immagine biblica che richiama la dimen­sione politica del nostro impegno.

Come si manifesta questo nostro cammino verso la pace ? Quali sono i segni di un desiderio di pace ? Segni che sapranno caratterizzare il nostro stile di vita, il nostro modo di essere operatori di pace, per costruire un mondo equo e solidale verso gli ultimi del mondo.

Far comprendere ai ragazzi che il nostro stile di vita dovrà essere caratterizzato non dai segni del potere, ma dal potere dei segni, dal loro significato.

Sul piano didattico, una volta che si è definito il problema (es. come gestire i litigi tra i compagni), si elencano senza commentarle le possibili soluzioni ( evitarsi, parlarsi, farsi supportare dall’insegnante), si analizzano i possibili vantaggi e svantaggi per ogni soluzione, si sceglie la soluzione migliore e con attività, giochi di relazione e di gruppo si cerca di far capire ai ragazzi quello che era il nostro obiettivo

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