Il Papa: apprendiamo il lessico della pace, non abituiamoci a quello della guerra

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In un messaggio alla direttrice Unesco, nella Giornata internazionale dell’alfabetizzazione che si celebra l’8 settembre, Francesco invita, in un tempo lacerato dai conflitti, a rinunciare a parole dure e gesti vendicativi. Bisogna favorire l’acquisizione di competenze digitali per i milioni di persone che ne sono ancora privi, senza trascurare la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, e imparare linguaggi e comportamenti in linea con lo stile ispirato all’ecologia integrale

Antonella Palermo – Città del Vaticano

Pace, mondo digitale, ecologia integrale: sono i tre ambiti in cui Papa Francesco individua altrettante sfide per l’alfabetizzazione a cui oggi, 8 settembre è dedicata la Giornata internazionale sotto l’egida Unesco. Alla direttrice generale dell’organizzazione basata a Parigi, Audrey Azoulay, è indirizzato un messaggio del Pontefice a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin.

Ancora allarmanti le stime sugli ‘analfabeti’

Il Papa elogia la scelta del tema di quest’anno per la Giornata mondiale: “Promuovere l’alfabetizzazione per un mondo in transizione: costruire le basi di un’economia sostenibile e pacifica”, lo fa anche alla luce del ruolo che l’educazione riveste per l’armonica integrazione della persona “nella comunità e nella sua partecipazione attiva ed effettiva al progresso della società”. Nel messaggio del Papa si evidenza che le stime sul numero di persone prive delle competenze basilari dell’alfabetizzazione “restano ancora allarmanti” e che “ciò rappresenta un ostacolo al pieno sviluppo delle loro potenzialità”.

Apprendere il lessico della pace

“In un mondo lacerato da conflitti e tensioni, è fondamentale non abituarsi al vocabolario della guerra e della discordia”. Lo rimarca, Papa Bergoglio, sottolineando che “man mano che si impara a ferire con armi sempre più ignobili, si può rinunciare a farlo. Come si può ferire una persona, un parente, un amico con parole dure e gesti vendicativi, così si può rinunciare a farlo”. Insiste sull’importanza di “apprendere il lessico della pace” perché, osserva, “significa restituire il valore del dialogo, della pratica della gentilezza e del rispetto dell’altro”. A questo proposito, cita la Fratelli tutti, laddove si precisa che questo sforzo trasfigura profondamente il modo di vivere, le relazioni sociali e il modo di dibattere e confrontarsi sulle idee. Sotto questo profilo, il Papa esorta a investire più risorse ed energie proprio nel campo dell’educazione, della comunicazione, della scienza e della cultura: le uniche “armi” legittime ed efficaci da utilizzare per costruire un futuro di speranza.

Ancora ampio il divario digitale

Francesco non trascura di guardare ai milioni di persone private delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. E denuncia che, sulle cosiddette ‘autostrade digitali’ “molti sono feriti dalla divisione e dall’odio. A ciò si aggiunge – si legge – il grave rischio di consegnare la vita umana alla logica dei dispositivi che ne decidono il valore”. Il Papa scrive che per prevenire una tecnologia mal gestita, fuori controllo e addirittura dannosa per la persona, sono necessarie politiche e leggi volte a favorire l’acquisizione di competenze digitali senza trascurare la più ampia riflessione etica sull’uso degli algoritmi.

L’alfabetizzazione per l’ecologia integrale

L’ultima sfida su cui si sofferma il Papa nel suo messaggio è legata al ruolo che l’alfabetizzazione può e dovrebbe avere, negli auspici del Pontefice, per favorire la sensibilizzazione sull’ecologia integrale. L’invito è a “promuovere con pazienza e tenacia l’apprendimento di comportamenti più sobri e solidali che, oltre ad avere un impatto diretto sulla cura del prossimo e del creato, possano ispirare nel lungo termine una politica ed un’economia realmente sostenibili per la qualità della vita, a favore di tutti i popoli della terra e – conclude – soprattutto di quelli che si trovano nelle situazioni più svantaggiate e a rischio”.