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Il libro di fr. Donato Petti “intervista” il Papa sull’emergenza educativa

1 novembre 2011
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(da Radio Vaticana)

La fede dà risposte alla crisi della formazione

“Intervistare” Benedetto XVI per chiedergli cosa pensa di una delle questioni centrali del suo magistero: l’emergenza educativa dei giovani. È l’idea di fondo che dà origine al volume intitolato “Dialogo sull’educazione con Papa Benedetto XVI”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana. L’autore, fr. Donato Petti, è l’attuale provinciale italiano dei Fratelli delle Scuole Cristiane, meglio conosciuti come Lasalliani. Le risposte alle domande poste al Papa sono in realtà desunte dai suoi frequenti discorsi sul tema, riorganizzati in modo sistematico dall’autore. Alessandro De Carolis lo ha intervistato:RealAudioMP3

R. – L’idea è nata dalla mia passione per l’educazione. Ho dedicato una vita intera, come tante altre persone, ai giovani, ai ragazzi, ai bambini, all’ interno della famiglia religiosa dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Il tema dell’educazione oggi è all’attenzione di tutti, soprattutto del mondo della Chiesa, non a caso la Conferenza episcopale italiana dedicherà i prossimi dieci anni a questa riflessione. E allora ho voluto ripercorrere tutto il magistero del Papa Benedetto XVI per capire quali siano le radici della crisi educativa di oggi e quali siano poi le proposte che oggi, tramite il magistero del Papa, noi possiamo fare a tutto il mondo dell’educazione. E allora, non ho fatto altro che leggere tutti i suoi discorsi, le Encicliche, gli Angelus, gli interventi magisteriali, da quando è stato eletto Papa. Si tratta, quindi, di una lettura attenta, meditata. E perché no, dialogata: perché tutte le domande che ho posto scaturiscono dalla lettura.

D. – Lei prima ha parlato di crisi educativa, un tema appunto caro a Benedetto XVI che tante volte ha parlato nei suoi interventi di “emergenza educativa”. Lei definisce questa emergenza “un grido inascoltato”: da chi?

R. – Il rischio che io vedo oggi ricorrente è proprio questo: tutti parliamo di crisi educativa – i genitori, gli insegnanti, gli operatori della scuola, i sacerdoti, i laici – ma chi dà risposte? Ecco perché il rischio è che questo grido resti un grido inascoltato. Ora, proprio perché non resti inascoltato, ho pensato di modulare questa intervista al Papa. Il Papa, in fondo, sviluppa la sua riflessione in relazione alla radice del malessere della società contemporanea e, soprattutto, quindi, al malessere che scaturisce dal mondo dell’educazione. E, in estrema sintesi ovviamente, tutto questo è riconducibile ad un mancato rapporto equilibrato tra fede e ragione. Ora, il Papa afferma che fede e ragione sono sì settori diversi, ma in profonda collaborazione fra di loro. Chi si riconosce nella fede cristiana non deve assolutamente avere il timore di presentare la visione cristiana della vita, del mondo, della storia, della cultura che dà luce e senso alla proposta educativa. (ap)



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